pridemilano008

Le associazioni che sostengono il Christopher Street Day Milano 2008 aderiscono al Documento Politico nazionale e alla piattaforma politica rivendicativa del Bologna Pride 2008

Inoltre, a Milano il movimento intende muoversi anche rispetto alle istituzioni locali (comune, provincia e regione, ognuna secondo le proprie competenze) e chiede:

•istituzione di un tavolo LGBT  con rappresentanti del movimento e delle istituzioni

•attuazione di buone pratiche anti-omofobia all’interno della pubblica amministrazione (sia in quanto datore di lavoro rispetto alle/ai propri/e dipendenti, che in quanto fornitore di servizi alle cittadine e ai cittadini)

•attuazione di campagne antidiscriminazione all’interno della pubblica amministrazione (sia in quanto datore di lavoro rispetto alle/ai propri/e dipendenti, che in quanto fornitore di servizi alle cittadine e ai cittadini)

•istituzione del registro delle unioni civili

Documento politico d’introduzione al Pride nazionale bolognese


Il 28 giugno 2008 a Bologna si terrà il quindicesimo Pride nazionale che celebrerà l’orgoglio lesbico, gay, transgender e bisessuale. Il Bologna Pride unirà alla festosa celebrazione della ricchezza e della bellezza delle umane diversità una forte rivendicazione politica di diritti e riforme, che finora per lo stato italiano sono rimasti lettera morta.

Il Pride sarà un’occasione importante non solo per il movimento lgbt, ma per tutte le forze politiche e sociali che credono ancora che una società in cui tutte le cittadine e i cittadini abbiano pari dignità e pari diritti sia una società più giusta e democratica. Partecipare al Pride significa mettere in luce tematiche oscurate da forze politiche ed ecclesiastiche che utilizzano il sentimento religioso per impedire leggi contro l’omofobia, la lesbofobia e la transfobia e in generale per impedire provvedimenti a favore dei diritti di lesbiche, gay, transgender e bisessuali.

La sostanziale immobilità del governo Prodi, una grande incertezza sociale ed economica, il senso di impotenza rispetto al futuro, una sfiducia diffusa hanno condotto a una schiacciante vittoria delle destre, premiandone in particolare i settori più retrivi, razzisti e omofobi. Le elezioni di aprile ci presentano un quadro politico negativo: per la prima volta nella storia repubblicana, la sinistra non ha una rappresentanza parlamentare; il PD ha ottenuto un successo limitato.

Il movimento lgbt deve essere lucidamente consapevole del mutato quadro politico in cui si agisce: non coltiviamo alcuna illusione rispetto al governo delle destre, che anzi potrebbe tentare una vasta politica di restringimento di diritti e libertà, ma sapremo affrontare questo nuovo quadro politico, in connessione con gli altri movimenti e con il mondo sindacale. Nel Parlamento, così come nelle amministrazioni locali, richiameremo chi governa ai suoi obblighi istituzionali verso tutti i cittadini, dialogando con chi esprime interesse e volontà di ascolto rispetto al nostro patrimonio di lotte e di idee.

Insieme alla difesa della laicità dello Stato e all’opposizione contro ogni ingerenza vaticana, porteremo avanti un’azione concreta di difesa e promozione della cittadinanza lgbt, impegno centrale del nostro agire. Il primo compito che ci diamo è quello di contrastare le dilaganti omofobia, lesbofobia e transfobia che sono presenti non solamente nella destra, ma anche in alcune aree della sinistra.

Diamo nuova forza alle nostre legittime rivendicazioni di rispetto e di diritti per le persone, le coppie e le associazioni omosessuali, lesbiche e trans, continuando quel lavoro di diffusione del rispetto verso qualsiasi diversità per il quale da anni le associazioni e i gruppi lgbt si impegnano. Proponiamo una rinnovata presenza culturale e sociale del movimento lgbt, un soggetto plurale di cambiamento, nella autonomia delle diverse esperienze, storie, idee che lo compongono.

Siamo ben consapevoli che le nostre rivendicazioni sono strettamente collegate alle battaglie intraprese soprattutto dal movimento delle donne contro la violenza di un machismo criminale che troppo spesso agisce in ambito familiare e più in generale contro la cultura patriarcale dominante e violenta della nostra società. Il riconoscimento pieno della nostra dignità cammina nella stessa direzione, per una società in cui nessuna e nessuno debba più sentirsi in pericolo o discriminato a causa del genere e dell’orientamento sessuale, una società in cui il machismo sia riconosciuto come causa delle violenze contro donne, omosessuali e transessuali e proprio per questo sia sanzionato.

Bologna, per la sua storia civile e democratica e per la forte e radicata presenza di associazioni e movimenti che mai hanno smesso di riflettere e lottare, sarà il contesto ideale per dire ai cittadini di questo paese che non è tempo di ripiegarsi su se stessi. E’ fondamentale che chiunque si riconosca negli ideali di uguaglianza e di pari dignità si unisca in un fronte comune contro il clima d’odio dilagante. Vogliamo che l’Italia diventi un posto migliore per lesbiche, gay e trans, ma anche per tutte le donne, le persone precarie o migranti e tutti coloro che non accettano l’esistenza di violenze e discriminazioni, sia che provengano dalle istituzioni politiche sia che provengano dal contesto sociale.

Le manifestazioni del Pride rappresentano per noi l’occasione per riaffermare la nostra soggettività personale e collettiva. Le mobilitazioni toccheranno l’Italia da nord a sud: il Pride nazionale di Bologna del 28 giugno sarà preceduto dai pride locali di Milano e Roma del 7 giugno e da quello di Biella del 14 giugno e seguito da quello di Catania del 5 luglio.

Chiamiamo tutte le forze progressiste, movimenti, associazioni e partiti, ad aderire al Bologna Pride a fianco delle persone LGBT che incessantemente chiedono e chiederanno il riconoscimento dei diritti sessuali fondamentali, ormai da tempo affermati nell’Unione Europea.

www.bolognapride.it

http://www.pridemilano.org

http://www.romapride.it/

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