Cara Flavia D’Angeli

Cara Flavia,

Flavianoi ci conosciamo ma la lettera non la firmo perché preferisco mantenere la mia identità virtuale di arrabbiato col mondo.

Voglio risponderti alla lettera che hai mandato al Manifesto.

Io come molti altri compagni riconosciamo che andare al governo è stato un errore, lo riconosce Ferrero, lo riconosce Ramòn, ma non solo. Secondo me, cara Flavia sei ingenerosa con quella parte del gruppo dirigente del PRC che oggi è critico e antigovernista , ma ieri era schierato compatto per l’espulsione di Franco Turigliatto, piuttosto gli chiederei se oggi lo rifarebbero? se quella sciagurata scelta la considerano un errore?

Sono PERFETTAMENTE d’accordo con te quando dici:sinistra critica logo

Ma tutto questo non basta per chi voglia capire gli elementi che parlano sia del fallimento di un progetto politico che dell’egemonia sociale e culturale delle destre. La sconfitta di aprile viene infatti da lontano, è il frutto di rapporti di forza sociali deteriorati da oltre vent’anni, frutto della concertazione o dell’incapacità della sinistra «radicale» di cimentarsi davvero con il tema del radicamento sociale. Un lavoro lungo, faticoso, spesso oscuro, ma unico vero antidoto all’egemonia delle destre e del mercato. Nella stagione di Genova avevamo visto la possibilità di una una ripresa di protagonismo sociale, ma quella speranza è stata gettata, sciaguratamente, sul tavolo del governo.”

e anche quando dici

“In questo contesto ci sembra fuorviante cercare vie d’uscita alla crisi sul terreno delle ricomposizioni politiciste. Né pensiamo che ci si possa salvare solo sventolando la bandiera rossa e la falce e martello, se si è sostenuta ogni politica liberista e di guerra. Il lavoro da fare è enorme, sia sul terreno sociale che su quello dell’elaborazione politica.Oggi c’è bisogno di un processo di ricomposizione sociale, di riconnessione di ciò che il liberismo ha frammentato, di tessitura di nuove solidarietà per ricominciare a contendere il consenso popolare che le destre si sono guadagnate sulle macerie prodotte dalla sinistra. Un lavoro fatto di unità delle lotte – sul fronte antirazzista, ambientalista, sindacale, studentesco – ma anche di costituzione di progetti di lavoro che recuperino un rapporto con la società, un «sindacalismo sociale» attorno al quale far convergere forze diverse. Per questo proponiamo la raccolta di firme per una legge d’iniziativa popolare per istituire anche in Italia il salario minimo intercategoriale e il salario sociale.”

Sono idee condivise da molti miei compagni di percorso dentro e fuori rifondazione, ricomporre la sinistra sociale, e dentro Rifondazione molti parlano di “Partito Sociale” , ma cara Flavia non sono d’accordo quando proponi la “Costituente della sinistra anticapitalista” non perchè non mi piaccia il termine “anticapitalista” , ma perchè la vedo come una scelta politicista, di basso profilo rispetto a quanto detto poche righe prima. Non mi appassionano le costituenti, in altri post l’ho detto, credo che l’unità non si costruisca nelle costituenti, ma nelle lotte, nella vertenzialità, nel mutualismo .

Con Affetto

Un Amico.

Una Risposta to “Cara Flavia D’Angeli”

  1. […] credo che oggi ci siano le condizioni per una Costituente Anticapitalista (come ho detto nella mia lettera a flavia d’angeli) , ma come ipotesi è molto più affascinante della “sinistra senza aggettivi” di […]

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