Irlanda :No alla UE della guerra e del neoliberismo

guevarairelandIn Irlanda ha vinto il no al Trattato di Lisbona, con tutto l’arco parlamentare, Sinn Féin escluso, a sostenere il Si si sprecano i commenti definendolo un “no conservatore”, “euroscettico”, “nazionalista” , nulla di tutto questo la campagnia dei Feinians è stata in difesa della Neutralità irlandese,della democrazia e dei diritti dei lavoratori.

Hanno denunciato l’aumento di spesa militare (per costruire l’esercito europeo) , il deficit democratico (parlamento senza poteri, una costituzione non fatta da una costituente e l’assenza di conferma referendaria in molti paesi) , l’erosione dei diritti dei lavoratori (Estensione della settimana fino a 65 ore), l’obbligo di privatizzazione dei servizi pubblici , insomma un no all’Europa armata e neoliberista, con buona pace della Lega che parla di “vittoria della sovranità dei popoli” la richiesta dello Sinn Féin è “un’ europa sociale”, come la LCR francese o Rifondazione comunista, niente chiusura conservatrice o euroscettica ma un no di merito contro il partito unico del neoliberismo PPE-PSE .
sands
A conferma delle mie teorie ci sono le dichiarazioni di Gerry Adams, leader dello Sinn Fein, che vede nel voto «la fine del Trattato di Lisbona», ha invitato il premier irladese Brian Cowen ad «ottenere ora un miglior accordo non solo per l’Irlanda ma anche per il resto d’Europa», sottolineando che «il no è la base per un nuovo negoziato» ed è il segno che «la gente vuole un’Europa sociale ed un trattato più democratico», o nelle dichiarazione dell’eurodeputata irlandese del GUE nonche rappresentante dello Sinn Feìn Barbara de Brun «Questo dimostra quanto conti per i cittadini irlandesi ed europei essere chiamati ad esprimere la propria opinione su vitali questioni democratiche. Il significato di questo voto è che c’è un gran lavoro ancora da svolgere in Europa. C’è bisogno di soluzioni migliori per l’Irlanda, l’Europa e per i paesi in via di sviluppo. Le questioni principali erano democrazia, neutralitá e servizi pubblici. Il voto ha mostrato che non si puó prescindere dall’ascoltare la voce di paesi come l’Irlanda su questioni come quella dell’opzione militare (l’Irlanda è neutrale). Il voto indica inoltre che non si possono ignorare questioni centrali come quella dei diritti dei lavoratori. La gente è preoccupata. E non solo l’Irlanda la pensa in questo modo. Non mi sembra che il significato dell’esito delle consultazioni in Francia e Olanda tre anni fa sia stato diverso».

Insomma nessuna chiusura nazionalista, nessun euroscetticismo, ma semplicemente richiesta di un’europa sociale, democratica e  pacifista.

Vi saluto ricordando Bobby Sands, martire irlandese , con una sua frase :

“Ero soltanto un ragazzo della working class proveniente da un ghetto nazionalista, ma è la repressione che crea lo spirito rivoluzionario della libertà. Io non mi fermerò fino a quando non realizzerò la liberazione del mio paese, fino a che l’Irlanda non diventerà una, sovrana, indipendente, repubblica socialista”.

Tiochfaid ar là

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