Uniformi a scuola

Presto vieni qui, ma su, non fare così,
ma non li vedi quanti altri bambini
che sono tutti come te, che stanno in fila per tre,
che sono bravi e che non piangono mai

è il primo giorno però domani ti abituerai
e ti sembrerà una cosa normale
fare la fila per tre, risponder sempre di si
e comportarti da persona civile

In fila per tre — eugenio bennato

scolaroIl ministro Gelmini propone la reintroduzione dei grembiuli per gli studenti delle elementari.

La motivazione?  Evitare sfilate di griffe e creare spirito di appartenenza

Il problema delle griffe è culturale e come tale va affrontato , non con la spersonalizzazione dell’individuo e della sua creatività, cosa utile a creare “gruppo e appartenenza”, cose che non mi sembrano utili, è più utile creare spirito critico e indipendenza nel valutare le informazioni, qualità spesso in contrasto con lo “spirito di gruppo”.

Tornando alle griffe  , ritengo che la proposta sia inutile perché l’ostentazione dello status symbol oggi passa spesso da altri accessori come il cellulare (o lo zaino o le scarpe) e quindi non lo combatti col grembiulino, ma educando al consumo critico e alla critica al consumismo ma educare i bambini a essere consumatori intelligenti, quindi “cattivi consumatori” mina una fetta di mercato grossa dell’economia, lancio una provocazione perchè non ridurre all’osso gli spot in fascia protetta , vietandoli assolutamente tra la siglainiziale del cartone aimato e quella finale, e magari vietare gli spot delle linee di abbigliamento e di accessori per bambini ?

2 Risposte to “Uniformi a scuola”

  1. per non parlare del fatto che sicuramente anche i grembiulini sarebbero griffati…

  2. Santos-Dumont Says:

    Affinché i bambini siano consumatori intelligenti, è necessario prima convertire i genitori, il che è decisamente più arduo.
    Quasi tutte le scuole private del Brasile e molte di quelle pubbliche (sebbene non esista un obbligo legale) impongono l’uniforme agli alunni fino alla fine delle superiori. Una palese contraddizione con l’organizzazione politica della scuola che prevede persino l’elezione diretta dei direttori didattici. E’ duro liberare la mente dopo un ventennio di dittatura…

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