Inter , lo scudetto solidale alla Mas Digna

Riporto un Post di Italo Di Sabato

Al festival del cinema di Locarno è stato presentato il documentario di Gabriele Salvatores, sul progetto Inter Campus attivo dal 1997 ma “nascosto” al pubblico come i migliori colpi di calciomercato. Ed ecco Petites historias da criancas , preso a Locarno nella sempre più sorprendente sezione “Ici et ailleurs”. «E’ il mio primo lavoro su commissione – scherza Salvatores – ma non potevo dire di no. Si dovevano raccontare questi 10 anni di scuole calcio dagli 8 ai 14 anni, no profit e senza finalità di scouting, da cui non è uscito nessun campione, ma in cui di sicuro molti ragazzi sono diventati adulti. Moratti ci ha chiesto che uscissero fuori le storie personali dei bambini e noi l’abbiamo fatto: un viaggio che ci ha fatto diventare un po’ più grandi». Applausi scroscianti dalla platea de “La sala” (molti in fila per un autografo, c’era anche il difensore romeno Cristian Chivu), più per il progetto che per il buon film: 17 paesi toccati, 10mila bambini recuperati alla scolarizzazione e alla vita, 300 operatori instancabili e coraggiosi sul campo. Il merito, al di là della magnanimità del patron interista, è del quasi omonimo Massimo Moretti, un acquisto migliore di Cambiasso e Ibrahimovic messi insieme. Un uomo, toccato per esperienza privata dal problema, che da più di 10 anni vola nei teatri di guerra e di miseria più pericolosi e sofferenti per portare, con le maglie dell’Inter, non beneficienza, non partite del cuore, ma la costruzione di qualcosa di nuovo e duraturo. Lì dove, come dice un allenatore, «c’è una tale povertà che i bambini neanche sognano di giocare a calcio». Moretti, per intenderci, è uno che collabora con l’Onu, uno che in Colombia e in Brasile ha trattato con i trafficanti, in Libano, in barba alla diplomazia ufficiale, con gli Hezbollah, a Nablus con l’Olp. Empatia, comprensione, collaborazione e non il paternalismo di tanta beneficienza “imperialista”. Quello spirito olimpico che sta svanendo, ma resiste. Per un nuotatore iraniano che si rifiuta di nuotare nella stessa piscina di un israeliano, ci sono le medagliate russa e georgiana che, nonostante la guerra, si abbracciano sul podio. O bimbi malnutriti ed emarginati che grazie a una maglia da calcio sentono partecipazione e appartenenza e, per onorarla, vanno a scuola, seguono i loro formatori, lottano per una vita migliore, fuori e dentro al campo. Il documentario è una parte di questo insieme, un giro del mondo in storie e battute fulminanti: la realtà supera qualsiasi finzione, e la sceneggiatura era già scritta. Ma il risultato non è didascalico, il puzzle di luoghi e volti mischia musica e colori con un’evidente rapporto col cinema di Salvatores. Un’opera che deve cercare e ottenere la massima diffusione e di cui aspettiamo i sequel. «Ora le nostre priorità – dice Moretti – sono l’Africa e il Sud America, dopo esserci impegnati nei Balcani e in Medio Oriente». Ci si chiede chi glielo faccia fare a Moratti. «E’ semplicemente una delle cose che cerchiamo di fare per sfruttare il potere di quello che rappresentiamo. Penso al subcomandante Marcos, persona di altissimo livello intellettuale, e all’aiuto che abbiamo dato a lui e ai suoi, in modo che, non schiacciati dalla miseria, possano portare avanti le loro idee. E comunque mai chiedersi il perché: ci sono cose che si fanno per istinto e passione, al di là della logica. Hai uno strumento come l’Inter e il calcio per migliorare qualcosa. Come non farlo? Mi vergognerei altrimenti…». Appunto.

Aggiungo qualcosa di mio, sono ORGOGLIOSO di tifare una squadra che ha un Presidente come Moratti, che crea InterCampus, che sostiene Emergency e gli Zapatisti, che permette a Burdisso di mollare la squadra per stare vicino alla figlia, insomma un buon presidente dal volto umano…un presidente che onora i fondatori della squadra… che si definivano fratelli del mondo :

L’Inter è nata in una notte stellata in un ristorante di Milano. Il pittore Giorgio Muggiani, che ne disegnò il simbolo, guardando il cielo disse: “Nascerà qui, al ristorante l’Orologio, ritrovo di artisti e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l’azzurro sullo sfondo d’oro delle stelle, si chiamerà INTERNAZIONALE perché noi siamo fratelli del mondo

2 Risposte to “Inter , lo scudetto solidale alla Mas Digna”

  1. piacere
    finalmente ho trovato un altro interista comunista
    salutisinistri

  2. quando puoi passa e lascia il tuo segno

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