Fatti di Catania : le Reazioni del PRC

Sui Fatti di Catania

Il Partito della Rifondazione Comunista e i Giovani Comunisti di Catania esprimono sconcerto per la notizia appresa dal quotidiano “La Repubblica” secondo la quale la militanza dentro il PRC sarebbe stata una delle cause per le quali un giudice del tribunale di Catania ha deciso di affidare un minore al padre togliendolo alla madre con la quale viveva.

Ci sembra innanzi tutto gravissimo che i servizi sociali, sulla cui relazione la sentenza si fonda, abbiano ricollegato la militanza politica dentro Rifondazione all’utilizzo di sostanze stupefacenti ed alcoliche e che abbiano descritto la nostra comunità come un gruppo di pericolosi estremisti dal quale le istituzioni devono allontanare i giovani. A nostro avviso trattasi di dichiarazioni di una gravità senza precedenti che dimostrano innanzi tutto un’allarmante carenza di imparzialità da parte delle istituzioni pubbliche coinvolte nella vicenda che dovranno dare spiegazioni in tutti i luoghi deputati sul discredito che hanno gettato sul Partito della Rifondazione Comunista. Teniamo inoltre a chiarire che il Circolo Tien An Men al quale sono iscritti gli studenti delle scuole superiori, costituisce un oasi felice nella realtà giovanile di Catania. Passione politica, impegno sociale, antimafia, antifascismo costituiscono le basi sulle quali si fonda la comunità che il circolo rappresenta nel Partito, nelle scuole e nella città.

Infine vogliamo ricordare che essere comuniste e comunisti significa, soprattutto in Sicilia, essere dalla parte dei più deboli e degli sfruttati, dei lavoratori, dei migranti e degli studenti. Dalla parte degli esclusi ed emarginati da questa società. Iscriversi a Rifondazione Comunista significa quindi scegliere di appartenere ad una comunità che continua a battersi contro le ingiustizie di questa terra, contro un potere mafioso sempre più potente che continua a mortificarla dentro e fuori le istituzioni . Militare nei Giovani Comunisti significa, poi, per i giovani scegliere di battersi contro i mali di una generazione che tra precarietà, disoccupazione e disgregazione sociale vede il proprio futuro sempre più incerto e insicuro. Invitiamo quindi i servizi sociali catanesi ad esprimere giudizi solo dopo aver conosciuto la realtà di cui parlano, per non correre il rischio di apparire o come i servi sciocchi di chi combatte le comuniste e i comunisti perché troppo scomodi in una realtà come Catania, o come un organo politicamente orientato e pertanto non obiettivo e discriminatorio.

Infine esprimiamo la massima solidarietà ad una famiglia che ha visto la propria vita privata sbattuta sui giornali e ad una madre che se dovesse definitivamente perdere l’affidamento di suo figlio per le ragioni riportate da Repubblica sarebbe vittima di un’ingiustizia giuridica senza precedenti.

Il segretario del Partito della Rifondazione Comunista di Catania – Pierpaolo Montalto

Il Coordinatore Provinciale dei Giovani Comunisti – Valerio Marletta

Il Segretario del Circolo Tien An Men – Emanuele Saluzzo

Estremisti, pericolosi sinistri? Venite a viverlo a Sapri

Quante stupidaggini si dicono sui giovani senza conoscerli, senza viverli.Gli adulti hanno ancora la saggezza di insegnare ad amare sé e gli altri? di Elisabetta Piccolotti*

Come Giovani comunisti, liberamente appartenenti a una comunità politica pienamente legittima e legittimata dalla sua storia e dalla sua attività quotidiana, all’interno del panorama politico italiano, troviamo davvero gravissimo e sconcertante che, in una sentenza che riguarda un minore ritenuto “a rischio” e il cui affidamento è stato sottratto alla madre – come è avvenuto al giovane 16enne catanese il cui caso è stato reso noto ieri dal quotidiano La Repubblica – venga addotta, tra le motivazioni principali della sentenza, la sua iscrizione e frequentazione ai Giovani Comunisti come pure a spazi sociali e aggregativi della sinistra locale. Si tratta, con tutta evidenza, di una sentenza assurda, incivile e profondamente preoccupante visto che assume, per valutare la capacità della madre di avere in affido il minorenne in questione, l’impegno politico e in particolare l’impegno fatto e vissuto a sinistra.

Per non dire della grottesca e ridicola criminalizzazione di qualsiasi comportamento – come ascoltare un gruppo musicale impegnato, in questo caso i Finley – ritenuto “alternativo” e cioè “non in linea” con i valori propagandati da una società che oggi pensa di imperniarsi e basarsi solo sugli assiomi indiscutibili del mercato e del liberismo, oltre che di un perbenismo e bigottismo fuori tempo.
Al giudice che quella sentenza ha scritto, agli assistenti sociali che quel parere – “estremisti”, “pericolosi”, “senza regole” – hanno motivato, come pure al padre del ragazzo, che ritiene “diseducativo” frequentare partiti politici, gruppi organizzati e anche solo centri sociali di sinistra e per di più “comunisti”, rivolgiamo un sommesso e nient’affatto provocatorio invito: venite a trovarci a Sapri, in provincia di Salerno, dal primo al 7 settembre, dove quest’anno terremo il nostro annuale campeggio, come Giovani comunisti del Prc. Scoprirete così e facilmente, oltre che pacificamente, cosa vuol dire essere iscritti ai Gc, militare dentro Rifondazione e fare politica “a sinistra”: vuol dire pensare con la propria testa, vivere con passione, entusiasmo e gioia il proprio impegno politico, affratellarsi e condividere pensieri, emozioni ed esperienze con tanti altri giovani compagni e compagne. Come noi, come M. P. Nessun “disvalore”, quindi, e nessuna “pericolosità sociale” ma una grande ambizione, voler cambiare il mondo. In particolare e con ancora maggiore e testarda lena al Sud, dove essere iscritti ai Gc e partecipare alle iniziative e alle lotte del Prc vuol dire combattere la mafia, sfidandola a viso aperto, lottare contro la precarietà e il lavoro nero in nome della stabilità e della sicurezza del lavoro di tutti, contro il razzismo e la xenofobia ma anche contro le discriminazioni sessuali, etniche e religiose, per non dire di quelle politiche. Infine, un’ultima notazione: sulla nostra tessera del 2008 c’è una frase di Ernesto Che Guevara, è vero. Si trattava di un giovane argentino che, in sella a una motocicletta e con la forza del proprio esempio, voleva anche lui cambiare il mondo e, in parte, c’è riuscito. A M. P. diciamo una sola parola: grazie, compagno, siamo con te.

*Portavoce nazionale Giovani comunisti/e

MINORE COMUNISTA: FERRERO (PRC), INTERVENGA NAPOLITANO

“Chiedo al Presidente della Repubblica di intervenire immediatamente”. Lo dice Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc, a proposito della vicenda del giovane catanese sottratto alla potesta’ della madre e affidato al padre, perche’ iscritto ai Giovani comunisti. Ferrero aggiunge: “Nell’esprimere la mia piena a totale vicinanza e solidarieta’ a M.P. e a sua madre, ritengo necessario che venga affrontata e risolta la gravissima violazione costituzionale che si e’ verificata a Catania. Che, nella loro relazione, i servizi sociali del comune di Catania trattino la militanza in Rifondazione Comunista come un fatto sostanzialmente illecito e negativo per un ragazzo e’ gravissimo e testimonia di pregiudizi incompatibili con l’espletamento di un pubblico servizio”. E ancora: “Che la prima sezione civile del Tribunale di Catania motivi una sentenza con le stesse argomentazioni non e’ solo gravissimo, ma inaccettabile in uno stato di diritto”.
Ferrero annuncia: “Ho quindi scritto al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, affinche’ nella sua veste di garante della Costituzione e di presidente del Consiglio superiore della magistratura intervenga per porre rimedio a questa situazione inaccettabile. Mi aspetto anche che il sindaco di Catania e il presidente del Consiglio intervengano sollecitamente ai loro rispettivi livelli per garantire che i servizi sociali operino all’interno dei diritti e dello spirito della Costituzione. L’attivita’ degli organi statali al di fuori del quadro costituzionale e’ infatti a tutti gli effetti eversiva e l’assenza di un sollecito intervento per ripristinare una situazione di legalita’ costituzionale non potrebbe essere lasciata passare senza conseguenze”.

4 Risposte to “Fatti di Catania : le Reazioni del PRC”

  1. E’ una vergogna. Anche se si trattasse solo di uno dei motivi, rimane il fatto grave di una discriminazione per ideologia politica. Senza parole… senza parole

  2. […] Articolo di (author unknown). Leggi l’articolo intero. […]

  3. Il problema è veramente serio e Paolo Ferrero ha fatto benissimo. Non si tratta più di discettare su fascismo-sì fascismo-no, ma di agire. Denunciando e facendo soprattutto memoria. Memoria storica nei circoli e ovunque, perchè le scelte dissennate della linea politica degli ultimi anni del Partito, hanno alimentato parecchi equivoci. Ci siamo allontanati dal mondo del lavoro per gironzolare sempre di più intorno ai problemi dell’omosessualità e della droga. ORA BASTA! Non siamo radicali, siamo Comunisti. Informazione cultura e studio della nostra storia di comunisti, ci vuole. Dentro le nostre comunità e fuori.

    ps. sono Maria del blog di Ramon. ho deciso di seguire il tuo consiglio e iscrivermi a wordpress, ricordi?😉
    un saluto

  4. benvenuta sul mio blog Tisbe (un po in ritardo) e benvenuta anche a te Maria e mi raccomando fai crescere il tuo blog e magari se ti va anche il mio😉

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