Satira e Religione

Ripropongo un articolo del Manifesto del Febbraio 2006, il caso all’epoca fu quello delle vignette Danesi su Mohamed, l’ho rispolverato per alcune risposte avute sul mio precedente articolo in risposta a quello di Pieroni sulla rana crocifissa

Effetti collaterali

La libertà assoluta vive nei pensieri e nemmeno in tutti, la pratica le sporca il volto e le mani in un modo che sua madre non la riconoscerebbe. Nei pensieri siamo soli, nella prassi compare sempre un fastidioso Altro la cui libertà limita la nostra. Gli diamo nomi diversi e lo amiamo o combattiamo, ma l’Altro vive nonostante noi. Tenere conto della sua esistenza è forse saggio, certamente inevitabile. In caso contrario, l’Altro si incarica di farci sapere che c’è, spesso in modo inurbano. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto eccetera. Scrivere queste ed altre parole nella costituzione costò qualche milione di morti e non si vede motivo per cambiare opinione. Praticarle è un’altra storia.

Siamo sicuri di essere così diversi dall’arretrato e intransigente Oriente coranico, d’essere ancora vicini di casa dei Lumi? Perché noi le opinioni le puniamo eccome, e abbiamo concetti discutibili del sacro.

Ritenere sacrilega la raffigurazione di dio e del profeta è considerato arretrato. E’ più avanzato ritenere sacro che una vergine possa concepire? Nel nostro codice penale si contempla il vilipendio alla religione e fino alla settimana scorsa si intendeva solo il dio dei giudei e dei cristiani. Un crocefisso presidia le nostre scuole e le aule dei nostri tribunali, al giudice che lo rifiuta viene tolta la toga e la paga. Chi «distrugge oggetti di culto» va in galera. Le nostre leggi perseguono un certo numero di reati del pensiero, ad esempio l’odio razziale. Ma il profeta col turbante a forma di bomba potrebbe persino violare la nostra l. 205/1993, più nota come legge Mancino. Fino a pochi giorni fa erano reati il vilipendio alla bandiera, l’attentato all’integrità territoriale del paese e le offese alla Repubblica, alle forze armate e ai ministri del culto. Nelle galere d’Europa è transitato uno schifoso personaggio di nome David Irving che non ha torto un capello a nessuno ma nega l’Olocausto, e pochi intellettuali voltairiani gli hanno espresso solidarietà.

Tolleranza? Nel nostro piccolo, un tollerante signore italiano depositò davanti alla porta del manifesto una bomba fatta in casa. Era stato offeso da una vignetta che facemmo piovere sopra il corteo che una volta l’anno porta il papa sotto le nostre finestre in via Tomacelli. Nella vignetta c’era lo xenofobo carinziano Haider che regalava al Vaticano un albero di natale a forma di forca: l’ingresso della redazione e la psiche del caporedattore di quel giorno portano ancora i segni del botto. E poi siamo il giornale del «pastore tedesco», titolo che fece versare un fiume di indignato inchiostro cattolico e qualche messaggio di minaccia. Insomma, la libertà è un farmaco con potenti effetti collaterali e noi ne sappiamo qualcosa.

Assumiamo la libertà come valore? Assumiamoci anche il conflitto che ne è la conseguenza. Con il diritto a irridere un dio difenderemo anche quello di manifestare davanti a un’ambasciata e quello di boicottare il burro o i salmoni. Lanciare bombe contro un centro culturale e minacciare fisicamente o moralmente diplomatici, uffici dell’Unione europea o giornalisti sono invece reati, negazioni della libertà. A un assoluto ne contrappongono un altro.

Lo fanno anche le diplomazie. Non è un caso che due pianeti diversi come il Dipartimento di stato americano e Hamas critichino entrambi le vignette sataniche, come del resto fanno il ministro dell’interno Pisanu, i vertici della chiesa cattolica romana, importanti rabbini.

Stanno con dio, ciascuno col suo. La libertà viene dopo.

Io ritengo tutt’ora valido e condivisibile quest’articolo, e mi ripeto è ovvio  che ci sia poca satira sull’Islam (gli unici ad averne fatta un po sono quelli del vernacoliere) e molta sul cattolicesimo in Italia, ma ricordo a tutti se ce ne fosse bisogno che in Italia non c’è satira sul buddismo, sul protestantesimo, sul confucianesimo e sull’ebraismo. E anche il motivo è ovvio conosciamo abbastanza bene i battisti, i buddisti o i mussulmani da capire della satira a sfondo religioso o sui loro predicatori ? No , io per primo capirei poco di questa satira mentre comprendo quella sul cattolicesimo o sul Papa(sui preti o sui cardinali).

Per concludere lunga vita a Ahmed Salman Rushdie , Emilio Pagani e Daniele Caluri e un cordiale fanculo ai censori di ogni risma

5 Risposte to “Satira e Religione”

  1. La libertà di opinione è insindacabile, e certamente “tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto eccetera”. Ma è intollerabile che la libertà di pensiero sconfini nell’insulto e nell’offesa gratuita; così non è più libertà di opinione, è diffamazione.

  2. Sono d’accordo con tommy. l’insulto, la denigrazione di ciò che simbolicamente ha una forte valenza di messaggi positivo per l’opinione pubblica, non è satira. la satira è qualcosa di nobile, sottile… chessò, prendi alvise spanò su paparazzin. credo che nessun cattolico (me compresa) si sia mai scandalizzato o sentito urtato da quel tipo di satira. eppure le spara grosse contro la chiesa alvise, non ci va mica tenero. ma appunto. se è satira, satira deve essere e non insulto e denigrazione (spesso gratuita che non coglie per nulla l’obbiettivo)
    un abbraccio

  3. Immagino che ti unirai a noi contro la censura e per un cordiale “fanculo ai censori” in Kilombo

  4. @Maria&Tommy io non credo nell’insulto ma spesso la satira a sfondo religioso(o l’arte dissacrante) viene percepita come tale le vignette su Maometto erano di dubbio gusto, ma le violenze che ci sono state per quelle vignette sono state ben peggiori, il “Pastore Tedesco” del manifesto era geniale e molti si sono sentiti offesi, come qualcuno si offese perchè il Vernacoliere titolò “Era Meglio un Papa Pisano” , capisco che farsi dare del Pisano non è piacevole ma suvvia si scherza,così come non ritengo offensivo invitare “Gristiani e Maomettani a trombare” perchè è sicuramente un’attività meno dannosa delle guerre di religione. Ecco io non vedo particolarmente offensiva una rana crocefissa, o meglio non così offensiva da non potere rientrare nella libertà di pensiero.
    @Mario sono da poco iscritto a Kilombo non conosco i perchè delle varie censure (vere o presunte non importa) comunque la mia opinione è che kilombo debba essere usato per il confronto politico e non per le blogwar personali tra bloggers, quindi per essere chiaro sono contrario a censurare post di duro attacco politico ma favorevole (se tu contesti la mia posizione su ossezia, farc, elezioni ecc. va bene) ma favorevole a censurare post di elogio o insulto individuali (se tu dici Rage è ganzo o rage è uno stronzolo pisano ecco io censurerei entrambi perchè il confronto su K. va bene su temi politici/culturali non su questioni personali) , sui post singoli o multipli non ho un’opinione sul merito (come non ce l’ho sull’onesta di precariopoli) quindi per ora sospendo alcuni giudizi

  5. Mamma mia come sei prudente.
    Basta che ti leggi l’articolo 5 della carta per capire se c’è un qualche criterio che illustri cosa è o no un blog multiautore.Bene, la redazione ha deciso che il blog di precariopoli non è multiautore perché, per loro, quello che dichiara lui non è vero.Peccato che di criteri neanche l’ombra.Ergo è un abuso.In più lo hanno sospeso, come mai?
    Precariopoli non ha postato alcun che di offensivo, gli contestano la presenza di un link (il titolo : avviso ai piddini) ed alcune intemperanze verbali nei commenti.
    Possiamo stare a discutere di massimi sistemi e leggere meravigliosi articoli del manifesto, mettere Malcom X a farci compagnia (mai sentito o letto un suo discorso?) ma doveremmo anche cercare di andare alla sostanza di quello che accade ad un centimetro da noi.Il rischio è un elucubrare sul filo del ” ma veramente, per me, non direi,mi sembra che, non è così come dici te…”
    E poi, perché possiamo sentirci tranquilli nello scrivere Berlusconi è un pirla e no se scriviamo Pieroni è un clericale delle balle ?
    Qui non discutiamo di una blogwar, Precariopoli con quella roba non c’entra nulla. Gli stanno sulle palle le sue intemperanze politiche e lo censurano.
    La rana sarà anche un gran problema ma occuparsi di una comunità di sinistra per capire meglio?

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