Revisionismo Storico, le responsabilità del PD

Oggi giustamente, tutti danno addosso a La Russa perchè commemora i “Ragazzi di Salò” , non dimentichiamoci che Luciano Violante iniziò chiedendo di comprendere i giovani che per ingenuità aderirono alla Repubblica Sociale Italiana, quei giovani “ingenui” che caricavano Ebrei e Prigionieri Politici sui vagoni blindati , Violante in nome della Pacificazione , fece quest’apertura sdoganando di fatto le celebrazioni ai caduti della RSI, oggi La Russa si richiama a Violante e nel frattempo Giuliano Amato  continua a collaborare con Alemanno che ha fatto dichiarazioni ben più gravi di La Russa. Pansa probabilmente mi definirebbe un “Gendarme della Memoria” ebbene , lo sono non accetto che i “Ragazzi di Salò” vengano passati da carnefici a vittime.

2 Risposte to “Revisionismo Storico, le responsabilità del PD”

  1. Ti do parzialmente ragione: è vero che chi combatteva per salò combatteva dalla parte sbagliata e per falsi ideali, ma è anche vero che fenomeni complessi come il nazismo ed il fascismo non possono venire ridotti ad un semplicistico buoni vs cattivi.
    Molte analisi che vedo si limitano a raccontare la storia come se i “cattivi” fossero caduti dal cielo un bel giorno come gli alieni di space invaders.

    Per il resto stiamo vedendo l’ennesima replica del “dagli al *ista” per scopi elettorali.

  2. Perfettamente d’accordo con il post. Del ruolo di Ds-Margherita prima e PD ora nel revisionismo storico ne avevo parlato tempo fa qui: http://settoredemokratico.ilcannocchiale.it/2008/04/22/presto_nuovo_eccidio_fascista.html).

    Non sono da sottovalutare le conseguenze politiche di questa nuova lettura della Resistenza che viene imposta pressoché da tutto l’arco parlamentare (dato che i comunisti sono fuori). E il commento di shevathas dimostra che sta diventando senso comune.
    E’ vero che la storia è sempre complessa e i fenomeni non vanno divisi in buoni e cattivi. Le conseguenze politiche però sì, e la verità è che la genesi antifascista dello Stato è una garanzia progressista, metterla in discussione con l’apologia dei “toni grigi” in cui non ci sono buoni e cattivi invece aiuta la deriva reazionaria, l’erosione dei diritti, l’autoritarismo.

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