Palin: Gott Mit Uns

Sarah Palin è pericolosa per il pianeta, in un comizio si è dichiarata pronta alla guerra contro la Russia, ha definito la guerra in Iraq “un compito indicato da Dio” , sinceramente chi fa la guerra per conto di Dio o chi si definisce una nazione protetta da Dio mi fa paura, in nome di Dio o con Dio dalla propria parte si sono commessi crimini enormi come gli stermini nazisti. Abbiamo candidata alla vicepresidenza una pazza fanatica religiosa, convinta di essere guidata da Dio e pronta a fare una guerra contro una potenza nucleare, qualche tempo fa parlai male di Obama, oggi sinceramente inizio a tifare seriamente Obama non tanto perchè la mia stima verso di lui sia aumentata , ma almeno non è un invasato convinto di essere guidato da Dio , tanto più da un Dio pericoloso come il Gesù Americano.

7 Risposte to “Palin: Gott Mit Uns”

  1. Marx aveva sbagliato. Le religioni non sono l’oppio dei popoli ma la cocaina.

  2. …se il buon giorno si vede dal mattino…prima di sera siamo già nella m….!

  3. reag guarda che ti sbagli. obama lo nomina sempre dio. dalla mattin alla sera. non so se mi spiego…

  4. baronebirra Says:

    @Maria

    ahahahahahahahahahahahahahahahahahahaha ti sei spiegata si ahahahaahha

    in risposta al post…bè…a me, fa paura la gente che crede ad una invasata simile. La gente che si esalta quando sa che il vecchio Mec è unr educe del Vietnam, che poi, come ho già detto da un’altra parte, cos ac’è da vantarsi se il Vietnam gli ha fatto il culo a stelle e strice in quell’occasione?

    In Breve: Palin e il mecche sono invasati, ma non pensiate che siano più pericoloso gli americani, specie se giovani che li voteranno?

    ps: sto per aggiungerti alla lista dei blog🙂

  5. Il CPN è andato così.
    Articolo estratto da Dazebao.
    Ciao
    Mauspezz

    ROMA – Il primo appuntamento di Rifondazione comunista, l’elezione degli organismi dirigenti, ha consentito alla maggioranza del segretario Paolo Ferrero di compiere un passo avanti significativo. La minoranza di Nichi Vendola, il quale non ha partecipato al Comitato politico impegnato a Bari con il presidente Berlusconi, ha confermato che svolgerà un ruolo di opposizione alla linea uscita vincente dall’ assise di Chianciano, ribadendo le posizioni sostenute per tutto il percorso congressuale.
    Posizioni che saranno portate avanti all’interno ed anche all’esterno del partito. E’ stato Gennaro Migliore a rispondere alla proposta avanzata da Paolo Ferrero per una gestione unitaria del partito. La minoranza vendoliana è invece entrata nella direzione ed un suo esponente è stato confermato Tesoriere. La segreteria, come avevamo anticipato ieri, proposta da Ferrero al termine di un lungo dibattito, dai toni talora anche aspri è composta da sei membri, tre uomini e tre donne, più il segretario. Sarà un organismo esecutivo, operativo mentre assumerà “centralità politica” la neo eletta direzione. Della vecchia segreteria sarà presente solo Roberta Fantozzi.Entrano nell’organismo gli esponenti delle mozioni che hanno costruito l’alleanza che ha vinto il congresso: Claudio Bellotti, Gianluigi Pegolo,Claudio Grassi, Mara Campese ed Eleonora Fiorenza.

    Questo organismo è stato approvato con141 voti favorevoli e 130 contrari e 3 astenuti. La direzione composta da membri scelti dalle singole mozioni ha avuto 247 voti a favore e 22 contrari. Il Tesoriere, Sergio Boccadutri, è stato confermato con 256 sì 10 no. Superato il primo appuntamento domenica mattina al Teatro Brancaccio si svolgerà l’assemblea nazionale, la prima manifestazione d pubblica di Rifondazione comunista.” Ricominciamo dall’opposizione”: con questa parola d’ordine parte la “ campagna di autunno”, primo momento di una mobilitazione, lotte e iniziative, nel territorio contro la politica del governo che- ha detto Ferrero aprendo i lavori del Comitato politico nazionale- porta avanti un progetto organico che taglia le risorse e al tempo stesso usa le “ riforme”, dalla scuola alla giustizia, al federalismo fiscale in modo funzionale al funzionamento reazionario dello stato”.

    Il segretario di Rifondazione che domenica concluderà l’assemblea del Brancaccio ha motivato la richiesta alla minoranza di dar vita alla gestione unitaria collegando la questione organizzativa con quella politica. La formazione di un gruppo dirigente è un passaggio essenziale per far tornare in campo il partito, per costruire una opposizione con tutte le forze della sinistra di alternativa. Insieme il rafforzamento del partito e la ricostruzione di un rapporto a sinistra che non sia la ripetizione della Sinistra Arcobaleno duramente sconfitta alla recenti elezioni. E di elezioni ha parlato Ferrero e molti altri interventi riferendosi alla proposta del governo di uno sbarramento al 5%, senza preferenze, per le prossime elezioni europee. Sarà anche questa una battaglia da combattere insieme non solo alle altre forze della sinistra ma anche con l’Udc. Alitalia, contrattazione, lotte per il lavoro contro il precariato: solidarietà e impegno a fianco dei dipendenti della compagnia di bandiera, opposizione al disegni di Confindustria che mira a distruggere la contrattazione nazionale. “ Peggio di così- ha detto Ferrero- le posizioni di Confindustria non potevano essere”.. L’auspicio è che la Cgil resista, respinga al mittente.

    Solidarietà anche alla sciopero promosso dai sindacati di base.Grande impegno per la manifestazione unitaria che avrà luogo l’11 ottobre. E poi i problemi internazionali, la pace, il Caucaso,l’America Latina. Ma la minoranza ha risposto picche. Non solo ma ha criticato duramente l’operato del partito in questo periodo, definito “ un partito testimoniale e minoritario”,chiuso in se stesso. La maggioranza ha avuto buon gioco nelle risposte: il congresso di Chianciano si è concluso alla fine di luglio, fino ad oggi non solo c’è stato il periodo delle ferie, ma il segretario è stato l’unico organismo regolarmente eletto. Più di tanto non si poteva fare. Ma l’aria che si è respirata è quella di un partito che non ha ancora digerito il congresso. Ogni occasione, anche la più banale, come è avvenuto su un ordine del giorno presentato dalla minoranza sulla situazione del Caucaso poi respinto per aprire un adeguato dibattito in direzione, è buona per accendere scontri verbali anche accesi.

    Non è un caso che alcuni interventi nel lungo, faticoso dibattito, abbiano accennato al rischio di un partito di “separati in casa” o peggio di “un partito nel partito”. Comunque ora Ferrero non è più solo. Segre.Segreteria e direzione, poi sarà la volta dei dipartimenti, il partito assume una fisionomia, guarda avanti, punta al rilancio. I primi sondaggi dicono che c’è una ripresa di interesse nei confronti del Prc. Ora c’è qualcosa di più di una speranza. Il nostro destino è nelle nostre mani e riguarda non solo il partito ma la sinistra, i lavoratori. Frasi colte al volo mentre il Cp chiudeva i battenti. Un partito di cui si deve avvertire l’utilità sociale, una frase che Ferrero ha ripetuto più volte e che da un segno alla nuova segreteria.

  6. ciao reag. io invece ti mando il discorso del grande hugo chavez.

    Ci informano in questo momento, che proprio adesso il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha annunciato l’espulsione dell’ambasciatore della Bolivia dal suo territorio.
    Bene… noi iniziamo da questo momento a valutare le relazioni diplomatiche con il governo degli Stati Uniti. Ho parlato in questo momento con il ministro degli Esteri e affinché la Bolivia sappia di non essere sola, a partire… che ore sono, le 7 e 15 minuti, ha 72 ore, a partire da questo momento l’ambasciatore yanquis a Caracas per lasciare il Venezuela, in solidarietà con la Bolivia e il popolo della Bolivia ed il governo boliviano… ha 72 ore l’ambasciatore per abbandonare il territorio venezuelano, e immediatamente, signor ministro Maduro, immediatamente disponga che rientri il nostro ambasciatore là, che ritorni prima che lo mandino via , il compagno Bernardo Álvarez che ritorni in patria. Quando ci sarà un nuovo governo negli Stati Uniti manderemo un ambasciatore, un governo che rispetti i popoli dell’America Latina, all’America di Simón Bolivar, diavolo!
    Che vadano al diavolo! Yanquis di merda, che qui c’è un popolo degno! Qui c’è un popolo degno, yanquis di merda, se ne vadano al diavolo cento volte, siamo qui, i figli di Bolívar , i figli di Guaicaipuro, figli di Tupac Amaru , siamo determinati ad essere liberi! Dichiaro responsabile di tutto ciò e di quello che potrà succedere, il governo degli Stati Uniti, che sta dietro tutte le cospirazioni contro il nostro popolo, considero responsabile il governo degli Stati Uniti per il futuro delle esportazioni di petrolio in quel paese, se ci fosse qualche aggrassione contro il Venezuela, non ci sarà petrolio né per il popolo né per il governo degli Stati Uniti. Noi , yanquis di merda, sappiatelo, siamo decisi ad essere liberi, succeda quello che succeda e costi quel che costi. Basta di tanta vostra merda!, yanquis, ora basta! Basta! Magari, o come dicono i nostri fratelli arabi Inshallah, Salam Aleikum, magari un giorno il popolo degli Stati Uniti abbia un governo con il quale si possa conversare… magari un giorno, quanto prima, questo paese abbia un governo che rispetti i popoli e i governi dell’America latina! Non chiediamo altro che di essere rispettati, perchè noi meritiamo rispetto…

    GRANDE HUGOOOO!!🙂

  7. Splendida assemblea.
    Molte persone, tanta passione e sorprendente entusiasmo per il nuovo segretario. Molti di noi dopo il suo intervento si sono convinti che riuscirà a farci risalire la china. Nessun accenno al vecchio gruppo dirigente e un intervento incentrato sul da farsi di Rifondazione Comunista: l’intervento che ci voleva.
    Vi allego un resoconto che rende bene l’idea di ciò che è stato l’incontro di oggi.
    PS: c’erano anche esponenti del secondo documento che sono stati accolti serenamente. In fondo il partito è anche loro.
    BUON VIAGGIO, COMPAGNI.
    Mauspezz

    (Articolo tratto da DAZEBAO)
    Storie. Di persone, fatti, esperienze, lotte,sofferenze, errori, razzismo, violenza, vecchio e nuovo fascismo, mafia e camorra. Storie di “invisibili”, i lavoratori precari, gli immigrati,di licenziati politici come negli anni cinquanta. Storie di lotte fra poveri, fra gli ultimi e i penultimi secondo una efficace immagine della realtà italiana descritta da Roberta Fantozzi,da ieri nuovamente eletta nella segreteria nazionale di Rifondazione comunista. Storie di un paese dove la disperazione non si coniuga con la speranza,secondo un’ immagine data da Paolo Ferrero, dove le drammatiche condizioni di vita di tante famiglie restano drammi individuali.

    Storie di un paese dove rischia di morire una grande azienda pubblica, una delle ultime, come Alitalia perché il governo di Berlusconi la regala a imprenditori che sono degli avventurieri, secondo un’immagine efficace di Marco Trasciani, responsabile Rifondazione di Alitalia. Tre aspetti di quasi cinque ore di discussione, come è scritto in un grande striscione, per lanciare la campagna di autunno, con quello slogan che ha avuto un battesimo fortunato dalla grande assemblea riunita al Brancaccio di Roma gremito, da centinaia e centinaia di persone: “ Ricominciamo dall’opposizione”.

    Un battesimo fortunato anche per la nuova segreteria che, nella persona di Claudio Grassi, ha presieduto la riunione. Venti interventi oltre all’apertura di Roberta Fantozzi e alle conclusioni del segretario Paolo Ferrero, in una rapida sequenza, fuori da ogni rituale del politichese, hanno disegnato un quadro efficace di questo paese, dando l’idea di un partito che , dopo la bruciante sconfitta elettorale, è deciso a guardare avanti, a rafforzarsi, a tornare nei luoghi di lavoro, nei quartieri. In particolare il “vissuto” delle persone, di lavoratori e di lavoratori licenziati, come il ferroviere De Angelis, ha delineato i problemi sui quali dare battaglia, costruire un’opposizione di sinistra. E anche l’intervento non previsto di operatori sociali della sanità e disoccupati di Napoli ha portato, anche nella vivacità espressiva,una drammatica testimonianza di cosa significhi l’attacco delle dstre perfino alla dignità delle persone, del lavoratore. Si è discusso di tutto, dalla scuola alla giustizia, dalla contrattazione al ruolo del sindacato, un sindacato, la Cgil, che deve continuare ad essere “sindacato dei lavoratori e non sindacato per i lavoratori”, al connubio governo di destra-Confindustria, alla legge per le elezioni europee contro la quale “fare le barricate”, al federalismo fiscale che farà pagare un prezzo altissimo in termini di welfare ai cittadini delle regioni più deboli, alla Tav e al Dal Molin.

    Sullo sfondo il quadro di un Europa che proprio sulle questioni del lavoro regredisce, come ha ricordato Roberto Musacchio,capogruppo del Prc al parlamento europeo. Si sono inserite in questo quadro grandi tematiche riguardanti i diritti della persona, la laicità dello stato con un ritorno, Lidia Menapace , storica militante della sinistra che ha annunciato l’iscrizione a Rifondazione così lo ha definito: un ritorno non al medioevo ma all’ancienne regime, all’Alleanza tra il trono e l’altare,raffigurata dall’incontro fra papa Ratzinger e Sarkozy. In una società dove la destra introduce elementi di razzismo, sessismo, patriarcato,episodi come quello raccontato da un giovane dirigente del Prc di Catania,Matteo Ianniti, sono solo la punta di un iceberg. L’assemblea ha sottolineato con un lungo applauso il nome di Mirko, il ragazzo catanese, sottratto alla madre perché iscritto a rifondazione. Storie raccontate per quasi cinque ore ma non si è trattato solo di denunce di situazioni intollerabili. Mobilitazione,lotte, conflitto: parole risuonate in tutti gli interventi . Già c’è un programma intenso: il 18 settembre la giornata dei consumatori contro il carovita, l’11 ottobre la manifestazione nazionale nata da un appello di esponenti di movimenti, associazioni che coprono tutto l’arco della sinistra alternativa , cui Rifondazione ha dato la propria adesione, così come l’ha espressa nei confronti dello sciopero generale proclamato per il 17 ottobre dai sindacati di base.
    “Ricominciare dall’opposizione” significa scrivere un’agenda di iniziative a partire dal territorio, riscoprendo la mutualità, la solidarietà. Ferrero ha proposto una cassa di sostegno per i licenziati politici ed ha insistito molto nelle conclusioni molto applaudite sulla necessità di rispondere “ all’impoverimento di massa con azioni di massa”, di collegare,nel conflitto di classe, solitudine e disperazione con la speranza”, di lavorare perché si realizzi il massimo di unità delle forze di sinistra alternativa sulle cose da fare, nell’opposizione al governo e alla Confindustria. A noi, osservatori, l’assemblea è sembrata lontana le mille miglia dal clima del recente congresso che si è rivissuto anche nel corso della riunione del Comitato politico che ha eletto il nuovo gruppo dirigente. Certo un’impressione. Forse il cammino da fare per Rifondazione è ancora molto ma, commentavano molti partecipanti lasciando il teatro Brancaccio, la strada imboccata sembra quella giusta.Prc

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